lunedì 4 febbraio 2008

per Zeus! il quarto trail autogestito



Un unico rumore incrina il silenzio della notte ancora buia.
Dlin - Dlin – Dlin...
Le sbarre del passaggio a livello si stanno alzando e immagino Roby che riparte sgommando sull’asfalto bagnato. Così, dopo un minuto, ecco i fari che spuntano dalla curva a gomito di via Castello e monto su.
Sono tre settimane che non ci vediamo e nei venti minuti che ci separano da Treviso sud riusciamo ad aggiornarci di esperienze importanti che guarda caso...
Poi via con Mudanda, in mercedes, ed è tutta un’altra cosa. Stravaccati sui sedili in pelle nera andiamo subito al dunque parlando di corse e di corsa e da lì poi è piacevole, e confortante, il divagare.
Ma intanto fuori piove. Piove a Mestre, piove a Padova. Piove a Rovigo e a Ferrara. Piove a Bologna...
Giove, o dispettoso, ti sei forse risentito per la nostra baldanza che ci torturi con tanto campionario di precipitazioni? Ma ancora in effetti non abbiamo visto nulla.

Al raduno siamo numerosi, un brulicare di punti colorati lungo la lingua argentata del lago gravata dalla coltre pesante delle nuvole basse.
Riuniti in gruppo come a una gara muoviamo i primi passi sull’asfalto assecondando la riva occidentale del Brasimone. Ma da qui in poi, devo ammetterlo, non ho un ricordo preciso e lineare... solo frammenti confusi, attutiti e, guarda un po’, anche annebbiati.
Non ho il ricordo preciso di quando la nebbia sia diventata pioggia e questa poi pioggia ghiacciata e dopo ancora neve, prima fine poi grossa, per poi tornare ad essere ancora pioggia.
Ma se chiudo gli occhi rivedo le foglie morte in cui ci sprofondano i piedi fino alle caviglie, tanto in salita, dove avanziamo leggeri con piccoli passi per non scivolare, quanto lungo le discese insidiose in cui ci lasciamo scorrere e dove a capofitto ho osato sfidare Micetto.
Rivedo le radici scivolose e i rami degli arbusti che mi sferzano addosso dai margini della boscaglia. Rivedo come un flash il tronco abbattuto che ci sbarra all’improvviso la discesa e gli spezzoni di rami che ci puntano minacciosi.
Rivedo quello che non abbiamo visto alla terrazza del “belvedere” un tuffo romantico nella gola profonda del nulla e dell’ignoto – oltre quel muro di nebbia vi doveva essere il lago di Suviana.
Rivedo i capitelli, piccoli manufatti in pietra arricchiti di maioliche o di iscrizioni scolpite.
Rivedo le pietre per terra a scaglie grigie e verdastre, lunghe e affilate.
Rivedo la fonte e le poche case in pietra di Chiapporato. E insieme risento quel rumore d’acqua nel bidone in lamiera che mi ha fatto trasalire e immaginare di vedere qualcuno, magari una delle due sole persone rimaste ad abitare quel posto.
Vedo le prime tracce di neve per terra quasi invisibile, simile a granita squagliata, ma via via più bianca fino a coprire del tutto il letto di foglie brunastre di faggi e castagni. E insieme rivivo l’emozione di lasciare le impronte croccanti nel manto soffice e intatto appena deposto.
Rivedo i castagni secolari dai tronchi maestosi, sia quello sano e vigoroso che quello spezzato e ormai marcescente.
Ricordo comunque che sempre c’è stato il lagotto, quel cane peloso che dall’inizio alla fine ci ha accompagnato nella corsa precedendoci o seguendoci e che a volte ha rischiato di farci cadere per il suo incedere irregolare e improvviso.
Risento infine il peso faticoso e il classico cic-ciac delle scarpe fradice durante gli ultimi chilometri e le mani dure e insensibili quando all’auto tentavo di cambiarmi gli indumenti bagnati.

Se in qualche maniera me la sono sbrigata a riferire di luoghi e sensazioni, non so che dire dei volti e delle parole, degli sguardi, delle battute e dei sorrisi. Non posso certo tradurre in prosa quelle emozioni quella tempesta vitale di gioia e ottimismo che ho guadagnato e che mi accompagnerà per un pezzo. Ma una cosa sì posso rischiarla un ringraziamento di cuore, a Giovanni, magnifica guida, magnifico interprete di questa faccenda straordinaria che chiamiamo ‘trail autogestiti’.

le foto: link


approfondimenti:
-
parco di Suviana e Brasiamone 1
- parco di Suviana e Brasiamone 2
- parco di Suviana e Brasimone 3
-
laghi Brasiamone e Suviana (paesaggi elettrici)
- Chiapporato
- il lagotto

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Brivido! :-)
Grazie Matteo, sempre emozionante.
simone

krom ha detto...

yyyy! brividi è dire poco!
bravissimo emme per come tradurre le emozioni in parole. mica facile! complimenti. e bel trail, ovvio!

Distinto ha detto...

ciao, come al solito sai raccontare una corsa in modo che chi legge riesca a pensare d'esserci stato

mi spiace, ma stavolta mi reclamavano a casa

CORRO ha detto...

MATTEO ottimo racconto, si sente il vero e puro sapore del trail.
maurizio

Anonimo ha detto...

Grazie Matteo, ho letto una bella pagina....e grazie pure per le info varie che riesci a regalare
Ciao Dario