Visualizzazione post con etichetta GRPTv. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GRPTv. Mostra tutti i post

domenica 31 maggio 2009

GRPTv 09- Gran raid delle Prealpi trevigiane - Segusino Vittorio Veneto 72km


il cielo nero ha ampi squarci giallastri da cui filtra una luce tipicamente primaverile, 13 gradi sul lunotto, un vento che piega le cime dei pioppi e che ne pettina le chiome. le melanconiche note dei colplay - Oooooh Oooooh Oooooh - mi accompagnano alla volta dell'ennesima corsa domenicale.
la tangenziale è deserta e dal finestrino scorgo la sagoma scura di quelle creste un po' nascoste nel manto di nubi, al che riemerge nitido il ricordo, riaffiorano in massa i pensieri, le emozioni e la fatica che vi ho vissuto, le immagini intense e meravigliose, delicate o selvagge, scabre e indelebili. 8 giorni passati col peso di quei 72 chilometri, delle migliaia di metri di dislivello, del sole cocente e dell'afa, della scarsezza d'allenamento e dell'opposta voglia di strafare. il mio gran raid. mamma mia che corsa.
parcheggio l'auto, acquisto il biglietto e inizio il mio viaggio su asfalto, ma che nel pensiero ripercorre, passo dopo passo, quel lungo sentiero che da segusino m'ha condotto fino a vittorio veneto attraverso le creste delle prealpi trevigiane.

(continua...)
è ancora buio e il cielo fosco, ma già s'intravvede su in alto, stagliato contro il cielo il profilo della radura, dove sarà allestito il primo ristoro, la fine della prima salita di circa milleduecentometri in dodici chilometri.
siamo in pochi alla partenza, meno di duecento ed è piacevole attendere lo start senza l'incubo di guadagnare o mantenere una posizione, senza nessuno che ti spinge, girovagando qua e là a chiacchierare con tutti quelli che conosco.
manca qualche minuto e mi schiero in prima fila, al centro, tra cesconetto, lavarda, geronazzo e caverzan.
aspettando le 6 c'è qualcuno dell'organizzazione che parla e forse, se non ho capito male, passa anche la parola all'assessore, donna, fors'anche vicesindaco, di segusino; non so, davvero non ho ascoltato ero intento a pensare a tutt'altro.
ore 6.00, pronti? via, si parte!

(continua...)
abbandonata presto la periferia anonima di segusino ci addentriamo subito in una gola stretta e umida, una valletta solcata da un ruscello, che attraversiamo più e più volte correndo agevolmente su dei comodi ponticelli preparati per l'occasione.
saliamo a stramare, paesello di mezza costa, quindi, per mulattiera pietrosa, a milies e da lì per strada sterrata a tornanti si va a testa bassa e di buon ritmo finché la pendenza non cala e si apre la vista sui pascoli, che risaliamo verticalmente nell'erba alta e bagnata fino a raggiungere il primo punto di rifornimento, malga molvine.
un breve stop e poi via a recuperare, lasciando correre le gambe sul bel sentiero in costa verso barbaria, il distacco da chi mi precede. un paio di chilometri e ce l'ho a tiro, e al successivo ristoro, malga mariech, lo raggiungo e ripartiamo assieme.
scambiamo due parole, lui è di imola e verrà anche alla LUT. in un attimo siamo a posa puner dove inizio a respirare "aria di casa".
conosco bene quel tratto di bosco e la stradina a seguire: lascio andare ancora le gambe e poco dopo m'accorgo d'essere solo in terza posizione, gulp! (i primi 2 fabio caverzan e ivan geronazzo li avevo visti allontanarsi già dopo il primo km).
malga mont, uno sguardo alla cima del monte crep e alla forcella della fede, quanti ricordi, la strada piega e inizia leggermente a calare e a me dà un po' noia la vescica.
vagando coi pensieri e cercando lo stimolo per fare pipì evidentemente rallento e poco dopo, si inizia a scendere verso praderadego con un sentiero un bel po' accidentato, e mi raggiungono in due, il concorrente di imola, giuseppe, e uno trevigiano, denis, che una volta raggiuntomi mi passa sorridendo e invitandomi a mollare il freno a mano. allora io faccio il contrario, mi fermo proprio, frugo tra le mutande e....pssssssssssss. ok, adesso si può ripartire. alla volta del col de moi.

(continua...)
sulla cui cresta avverto il primo crampo.
oibò, non siamo nemmeno a metà!
ma non ci do gran peso e continuo tranquillo, tanto che la vetta arriva in un attimo e così la ripida discesa alla forcella foran. ed è la volta dell'ultimo tratto di bosco fitto lungo il versante settentrionale. ma già non è più fresco. non faccio nemmeno a tempo a scorgere il bivacco del vallon scuro (di cui conservo il ricordo d'una notte trascorsa con un ghiro che non ci lasciava dormire...) che mi vedo sfrecciare davanti alcuni corridori. dopo un primo attimo di spaesamento faccio 2+2 e comprendo essere i concorrenti del "trail" cioè del percorso di 46 km. "permessooo" e passo, anzi passiamo giacché siamo di nuovo in tre. poi una guida ci indica la via e ci avverte che da qui è un po' brutto. non ripeterò i commenti che abbiamo fatto, nemmeno quando denis è volato incespicando in una radice.
ma il morale è buono e si va avanti, la gente lungo il percorso è numerosa e ci incita con affetto.
e in attimo siamo al san boldo dove denis inizia a imprimere un'andatura molto sostenuta. per fortuna che dopo pochi metri di salita asfaltata c'è il ristoro, dove c'è chiara che con bel sorriso ci accoglie e ci aiuta con le bottigliette.
si riparte. denis davanti come un treno e io che fatico pure a tenere il passo di giuseppe. ma non mi dispero e vado su col mio passo cadenzato. e così dopo un po' riprendo giuseppe, per poi perderlo definitivamente, e così pure è stato con denis.
da la cisa in poi inizia il vero utratrail.
sole a picco, caldo, e salite, salite, sempre salite su pratoni erti, costoni erbosi, spalle prative... chiamatele come volete sta di fatto che è stata una vera fatica.
seconda pipì.
e continuo a superare e a farmi passare dai concorrenti del trail, è un elastico senza fine. poi giù a forcella zoppei con innanzi la cima calva e rovente, quasi mistica o infernale, del col visentin.

(continua...)
"vuoi una birra?"
senza dubbio stanno scherzando, penso io, e invece no! fanno sul serio Roby e Ticci che hanno allestito un RA (ristoro autogestito) in uno dei punti più roventi dell'intero percorso.
naturalmente rifiuto, anche la cola, giacché ho la borraccia bella piena e la cima del monte mi pare ormai a un tiro di schioppo.
batto un generoso 5 ai miei amici e me ne vado comunque più carico nel morale, affrontando la rampa sterrata con un ritmo ancora discreto.
ciononostante dopo un paio di tornati e il primo ripido taglio su per i prati riarsi, mi raggiunge un concorrente che sale di buon passo: "mannaggia, ha il pettorale rosso come il mio, è della lunga", mi passa e... è crisi.
manca un niente alla cima ma quando arrivo al ristoro lui già se n'è andato, poi nella cresta a seguire faccio fatica a correre. mi fanno male i piedi non mi sento per niente pimpante. e così affronto pure la discesa, sempre più fermo e irrigidito, tutta coi quadricipiti contratti. che fatica. ma il peggio deve ancora arrivare.
ormai son giù, al lago e mi immagino un finale scorrevole seppure con un'altra salitella. e invece no, ecco un sentiero stretto, sassoso, tortuoso e in salita, poi con tratti in costa e con una discesa terribile. non ho commenti, solo bestemmie, ebbene sì, sonore e volgari bestemmie per la fatica, finché finalmente non scorgo l'ASFALTO! non l'ho mai desiderato tanto in vita mia e finalmente posso far girare le gambe. attraverso il paesello, quindi la statale e la strada inizia a salire. ma questa me l'aspettavo, anche se, magari, non così lunga. asfalto, cemento e poi mulattiera sassosa nel bosco dove d'un tratto mi attraversa la strada uno "scarbonasso" velocissimo. memorizzo la scena che poi gliela devo raccontare al piccolo vico, in questo periodo appassionato più che mai di rettili e serpenti.
una curva, un prato, delle persone, che mi dicono "dai forza che sei quarto". sorrido mesto e chiedo "è finita la salita?" "sì, dai, quasi..." "al che innervosito rispondo: allora è finita o ce n'è ancora" della serie: voglio la verità, solo la verità! allora mi spiegano che ho ancora 200 metri di salita e poi è fatta.
proseguo e cerco di correre nel falsopiano, ma è dura e pare interminabile. cerco santa gusta con gli occhi, ma non la trovo, vedo savassa giù nella valle e mi prende un po' di sconforto.
poi c'è un tizio che mi fotografa e gli chiedo "quanto manca?", "un paio di chilometri" risponde, toglie la macchina dal viso e vedo che è stefano cimbro, al che capisco anche che mi sta mentendo. tengo duro. ancora gente sul percorso ad incitarmi, ecco un gruppetto che mi indica la strada che piega in giù. "siamo a santa gusta?" "sì, dai che manca poco". e da lì in poi "1 chilometro", "500 metri", "l'ultimo chilometro e mezzo", non ci capisco più nulla, stringo i denti e sprinto verso l'arrivo, vedo 2 0 3 archi gonfiabili, ma qual'è quello buono? non importa rilancio il passo e ad ampie falcate (così mi pare) taglio il traguardo coi pugni stretti e stagliati contro il cielo.
all'arrivo c'è roby che, premuroso come un fratello, mi dà una borraccia e s'assicura che io stia bene. ma io sto bene!

lunedì 26 maggio 2008

BN

ieri non ho corso causa infortunio al ginocchio-tendini.
no comment.

oggi ho ricevuto, finalmente, l'ordine d'arrivo della scorsa TCE:
http://spreadsheets.google.com/pub?key=pKj8KsbTInQazvmaCu9GDYA

domenica 18 maggio 2008

-7 al GPRTv

per fortuna che dovevamo decidere in base al tempo! piove che dio la manda quando vibra il telefono, è roby: "se non sei ancora in mutande, passo di là". "be', sì sono ancora in mutande, ma tu passa lo stesso che poi decidiamo". si ferma fuori in terrazza con la scusa delle scarpe bagnate e guarda con espressione perplessa e sbigottita la pancia fiera di selena (dentro c'è la mia principessa!). poche parole, nessuna variabile, si fa. tempo di infilare le scarpe, le ultime cose in borsa e siamo diretti verso nord. qualche schiarita e una rarefazione della pioggia ci mettono il buon umore. "dai che spacca!". ma la rocca di cornuda non si vede è rinchiusa in una spessa nuvola grigia adagiata sul colle. in un amen siamo a segusino dove parcheggiamo in piazza a lato del municipio. iniziamo a prepararci quando un tizio si avvicina e attacca: "siete qui per provare il percorso?". è uno degli organizzatori del GRPTv, amico di simonetti, così gli chiediamo lumi sull'attacco del sentiero. preciso come una guida stampata ci dà i riferimenti necessari, poi si ferma a pensare e dice "peccato che non ho qui le cartine". se ne va, noi ci infiliamo lo zaino o il portaborraccia e ci incamminiamo. o meglio partiamo di corsa gagliarda, da subito in salita. roby è scatenato con le sue nuove scarpette rosse (chissà se sono il modello da uomo! ;) ), ma dopo un po' per fortuna cala il ritmo accorgendosi della sparata iniziale. non facciamo a tempo ad imboccare via delle pose che ci si para davanti un'automobile. è il tipo di prima. è andato a recuperare le cartine e ce le ha portate. mitico! "grazie mille, ciao" e poi su per lo sterrato. vigneti da favola, piccoli rilievi incorniciati dalle nubi, gruppi di case, l'orologio che sembra fermo a quarant'anni fa.
poi è la volta del bosco e della mulattiera che si incunea nel fitto della vegetazione rigogliosa. saliamo allegri. un po' perché abbiamo tante cose da raccontarci, un po' perché il tempo sembra tenere, un po' perché ripensiamo alle previsioni fatte dal nostro incontro giù al parcheggio. "speriamo che non piova domenica prossima" diciamo noi. "no, no, dovrebbe essere bello...". "hai visto le previsioni?". "no, ma se è brutto oggi non può esserlo anche domenica prossima". "a posto! altro che bernacca!!!".
raggiunto il sentiero 1012 che sale da valdobbiadene iniziamo a ricalcare il mio giro in solitaria dell'autunno scorso [link]. solo che stavolta non fa freddo, non ci sono quei colori da favola, non c'è un bel cielo azzurro: arranchiamo respirando un mix di aria e acqua, scivoliamo sui sassi bagnati sotto uno stillicidio continuo di goccioloni sferzanti. sulla destra si apre una vista sulla valle: valdobbiadene e il piave (gonfio e melmoso). roby fa per fermarsi a guardare, ma io "no, saliamo, appena qui su c'è una vista fantastica". ma il rumore della pioggia sulle foglie si fa sempre più forte e iniziamo a bagnarci per bene. qualche imprecazione del mio compagno per non aver preso su il berretto (cosa che lo costringe a correre senza occhiali, da vista!) e ci infiliamo le giacche antipioggia. qualche mormorio nel cielo ed eccoci al perlo, piccola altura che domina la valle con tanto di grande croce in legno. "ecco il punto panora... oops non si vede una mazza!". su allora per le tracce strette e ripide, via svelti nei tratti in costa, poi acquitrini, prati fradici da attraversare senza tracce battute, arranchiamo... si intravvedono delle bandiere, poi delle case, il fumo che esce dal camino... andiamo a ripararci. aggiriamo la casa e ci infiliamo sotto il portico, ecco il fuoco, ma non è un fuoco qualsiasi: c'è lo spiedo col pollo che va! mmmhhh, vista ipnotica, mmmmhhh acquolina! esce il cuoco e ci ricomponiamo. scambiamo due chiacchiere. giornata magra per lui con sto tempo. ci chiede di domenica prossima, sa già tutto, ma è curioso di sapere quanti saremo, che percorso abbiamo scelto... ci guarda un po' come dei pazzi. stiamo per scendere quand'ecco un'auto che entra nel cortile e lascia scendere due giovani cameriere: una bionda e una mora. "spostati matteo, non vedi che le signorine devono passare? prego, prego". roby, la solita faccia di bronzo!
non smette di piovere e non accenna a migliorare, così non ci resta che scendere, seppure un po' a malincuore. ripercorriamo il pratone dove l'acqua scorre subito nella scarpe, brrrrrr, i piedi fradici. ma tutto passa e anche sto prato dopo un po' finisce. riprendiamo i sentieri nel bosco dove le scarpe si svuotano , cick, ciack e dove testiamo il grip delle suole sui sassi bagnati. new balance batte brooks: 1-0 (spiacente simone!). scendiamo tranquilli, per non rischiare. solo alla fine, ormai sulla strada forestale, allunghiamo un po' e in un baleno siamo di nuovo in piazza. cerchiamo un posto per cambiarci e va a finire che ci mettiamo su in cima alla scalinata, c'è una bel tetto sporgente... solo che siamo esposti come attori sul palco. e non è che noi due siamo sto gran spettacolo, specie in mutande.
fatta anche questa, ma ... niente aperitivo? come no! ci sta tutto un ottimo prosecco millesimato accompagnato da rustici paninetti consumati nell'osteria in riva al piave.

sabato 10 maggio 2008

il GRPTv è ormai alle porte

2 settimane. 14 giorni. 336 ore. mmmh...
il Gran Raid delle Prealpi Trevigiane è ormai alle porte.
e come al solito non mi sono allenato a dovere. inutile adesso addurre scuse, fatto sta che dalla TCE è passato un mese e da allora più nessun lungo e da allora solo oggi sono tornato ad allenarmi sui colli. e che fatica! ma poco importa e, ripeto, non voglio cercare delle scuse.
quello che conta però è che sono preoccupato.
saranno 59 i chilometri e per me la prima volta oltre la soglia dei 42. che vorrà dire stare sulle gambe molto di più delle solite 4 ore e mezza, stimo, se tutto va bene, almeno 3 ore in più. e dei 3445 metri di dislivello positivo che dire? be': ##**@..°#]!!! eh sì! perché non bastavano forse i tremila tondi tondi dichiarati all'inizio... hanno visto bene di aggiungerne ancora un po'.
e la preoccupazione cresce.
...
ma sì dai... che sarà mai. ci metterò mezz'ora in più? poco importa, tanto mica dovevo vincerla 'sta gara. l'importante è arrivare in fondo, ma per quello so di poter contare sulla volontà. e quella c'è, tanta come al solito.
[link]